CRISI MITTAL

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BORRACCINO: TARANTO, CRISI MITTAL, CHIESTI AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO  PROVVEDIMENTI STRAORDINARI PER LA ZES.

Una nota dell’assessore Mino Borraccino: “Ho trasmesso oggi al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, e al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Mario Turco, una nota che riassume alcune proposte finalizzate a rendere maggiormente attrattivo e appetibile, per investitori italiani ed esteri, il territorio ionico in modo da incentivare lo sviluppo economico di Taranto e della sua provincia che, come noto, sta attraversando una fase di straordinaria difficoltà.

Dinnanzi alla condizione di grave criticità che si è venuta a creare nelle ultime settimane, a seguito dell’annunciato disimpegno di Arcelor Mittal dall’impianto siderurgico ex Ilva, infatti, ritengo che si debba fare ogni sforzo, a tutti i livelli istituzionali, per supportare Taranto e il suo hinterland nello sforzo di guardare con maggiore fiducia al futuro, creando le condizioni per uno sviluppo economico sostenibile che consenta di uscire dall’inaccettabile ricatto, di cui questo territorio è vittima da anni, tra “lavoro” e “salute”.

Per questo, raccogliendo l’invito formulato nei giorni scorsi dal premier Conte, affinché gli fossero sottoposti suggerimenti in vista della riunione del Consiglio dei Ministri che si svolgerà domani, giovedì 14 novembre, proprio per affrontare la questione dell’ex Ilva di Taranto, ho ritenuto di avanzare alcune semplici proposte con l’obiettivo principale di sostenere il tessuto produttivo e imprenditoriale di tutta l’area ionica che, come noto, sta vivendo una fase di straordinaria complessità.

Partendo da questo presupposto ritengo che solo adottando misure straordinarie, anche ricorrendo alla decretazione d’urgenza prevista dall’art. 77 della Costituzione in casi di necessità, si possa effettivamente incentivare lo sviluppo economico a Taranto, attraendo nuovi investimenti che possano rilanciare la crescita e l’occupazione in tutto questo martoriato territorio.

A questo riguardo la ZES Interregionale Ionica, recentemente istituita a valle di un imponente lavoro compiuto in questi anni dalla Regione Puglia, può rappresentare certamente una importante opportunità, con gli sgravi fiscali e le semplificazioni di carattere amministrativo che comporterà nella sua fase esecutiva. Ma per far fronte alla situazione che si è venuta a creare soprattutto negli ultimi giorni è necessario uno sforzo ulteriore.

Per questo ho chiesto al Presidente Giuseppe Conte di valutare l’opportunità di adottare norme specifiche che introducano misure straordinarie al fine di esentare, per almeno dieci anni, dal pagamento delle imposte IRES e IRAP, le imprese che decideranno di venire ad investire in tutta l’area ZES, parametrando questo strumento a elementi molto concreti quali i livelli occupazionali, il valore dei fatturati o la stabilità dell’investimento da realizzare.

Questa misura, agendo efficacemente sulla leva fiscale, potrebbe rappresentare uno “shock” positivo per l’economia, in grado di attrarre effettivamente grosse realtà imprenditoriali, italiane o estere.

Sono ben consapevole che una iniziativa di questa natura, di carattere eccezionale, andrebbe ovviamente condivisa a livello di Unione Europea, dal momento che potrebbe essere qualificata come “aiuto di Stato” e, come tale, sarebbe incompatibile con i trattati dell’UE, ma sono convinto che, vista la congiuntura così grave e complessa che sta attraversando Taranto, il Governo nazionale potrà ottenere dalla Commissione Europea una deroga affinché, in un arco temporale limitato, si possano adottare misure straordinarie per far fronte ad obiettive criticità. Si tratterebbe, in realtà, di replicare quanto già fatto in passato, pur in situazioni diverse, come, per esempio, per le esenzioni fiscali riconosciute in occasione del sisma in Abruzzo o nel Centro Italia, potendosi certamente considerare quello che sta avvenendo a Taranto al pari di un vero e proprio “terremoto” economico e sociale.

Sotto altro punto di vista, ho proposto al Presidente Conte di affrontare un’altra criticità che rende il nostro territorio non attrattivo e non competitivo rispetto ad altri, e cioè i ritardi nel sistema giudiziario, soprattutto civile. Come noto, infatti, le imprese hanno bisogno di certezza del diritto e purtroppo, oggi, sono spesso del tutto indeterminati i tempi per poter ottenere, per esempio, il riconoscimento di un credito in sede giudiziaria, anche dinnanzi al cosiddetto “Tribunale delle Imprese”.

Ebbene, anche su questo ho chiesto al premier Conte e al Governo nazionale una attenzione particolare, affinchè vengano destinati, in tempi brevi, investimenti significativi in termini di risorse finanziarie, umane e strumentali, finalizzati a ridurre i tempi della giustizia in modo da allinearli con le migliori realtà pur presenti sul territorio italiano.

SI tratta di proposte concrete che, nel pieno rispetto del principio di leale collaborazione tra diversi livelli di Governo, auspico vengano prese in considerazione dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha manifestato una sensibilità non comune nell’affrontare la vertenza in corso a Taranto, presentandosi in città e partecipando anche alle assemblee in fabbrica.

Mi auguro che presto si passi dalle parole ai fatti, con l’adozione di misure straordinarie e urgenti, ormai non più rinviabili”. (com.)

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