Concertone del Primo Maggio a Roma: Piero Pelù, tra rock e proteste

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Settecentomila spettatori per il Concertone di piazza San Giovanni a Roma. Di sicuro il colpo d’occhio è imponente. Lo spettacolo organizzato dai sindacati confederali, dedicato quest’anno al tema “Le nostre storie“, tiene alla grande, nonostante la concorrenza di altri concertoni, a cominciare da quello di Taranto. La lunga maratona si è aperta con le band emergenti del contest 1Mfestival. Poi a riscaldare la folla sono arrivati i Modena City Ramblers con il loro omaggio a Peppino Impastato. Poi sono saliti sul palco Francesco Di Bella, Velvet, Taranproject e Daniele Ronda, Levante, Agricantus, Statuto, Kachupa, P-funkin band, Riccardo Sinigallia.Tra le curiosità di quest’anno, la presenza nel backstage riservato alla stampa, per la prima volta, di una troupe cinese dell’agenzia di stampa Xinua. Nel pomeriggio è stato folk ed etnico, in serata rock, poi è diventato decisamente rap con il lungo set di Clementino e Rocco Hunt. Ma non c’è stata solo la musica, grazie alle storie di lavoro e resistenza raccontate da testimonial e seguite con attenzione dai ragazzi della piazza: storie di lavoro perduto, storie di lavoro negato, storie di violenza, come quella di Elisa Claps, che ha chiuso la prima parte della maratona musicale.

“Non vogliamo elemosine da 80 euro, vogliamo lavoro…”. Un boato arrivato dalla folla di giovani e meno giovani in piazza San Giovanni ha accolto le parole di Piero Pelu’ che ha aperto il suo set, in prima serata e in diretta su RaiTre con un messaggio politico: “Vi chiedo un minuto di silenzio da dedicare a chi è morto sul lavoro, a chi è ricattato per il lavoro, ai lavoratori della cultura, che solo in Italia non dà da mangiare, ai disoccupati, ai lavoratori di Piombino, di Porto Marghera, dell’Ilva di Taranto, del Sulcis. Un minuto per Mancini, il poliziotto morto per fare veramente il suo dovere e per scoprire nella Terra dei Fuochi i veleni che venivano interrati” ha detto Pelù, che poi ha criticato le spese militari. “Gli F35 rubano soldi alla scuola e agli ospedali”.

E sul tema ‘lavoro’, nella mattinata di giovedì, è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante la cerimonia per la festa che si è svolta al Quirinale, alla presenza dei nuovi maestri del Lavoro del Lazio, insigniti della ‘Stella al Merito’: in Italia, ha detto il capo dello Stato, “servono soluzioni solidaristiche, innovative e coraggiose”. “Non è eccessivo” parlare di “allarme lavoro” per “suscitare il massimo di reazione i tutti i sensi” e “non certo per abbandonarsi allo scoramento”, ha sottolineato.

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