CITTA’ DI LECCE

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TASSE: PERRONE REPLICA A SALVEMINI

Il sindaco Paolo Perrone replica a distanza al Consigliere Carlo Salvemini rispetto al report sulla pressione fiscale stilato dell’Istituto Demoskopika:  “I nostri concittadini possono serenamente togliersi di dosso l’etichetta di ‘“tartassati’”

Paolo Perrone

 “Prendo atto che persino Carlo Salvemini ha esaurito le idee e gli argomenti. Non è da lui utilizzare i numeri in questo modo fantasioso, per sentenziare che i leccesi sono tartassati dalle tasse. Come fa a prendere il report sulla pressione fiscale dell’Istituto Demoskopika, stilato con dati aggregati su base regionale, e ricavarne il dato del comune di Lecce? Che calcolo ha fatto? Mi sono accertato personalmente con il direttore delle ricerche di Demoskopika che non è disponibile il dato comune per comune e quindi la conclusione cui giunge Salvemini è fatta in casa, a suo uso e consumo.

Comunque, preso per buono l’indice di pressione finanziaria pro-capite, cioè la somma delle entrate tributarie ed extra tributarie diviso il numero di abitanti, basterebbe affidarsi allo studio dell’Ifel che, oltre che confermare la graduatoria su base regionale di Demoskopika, calcola anche l’indice per ogni comune italiano. Tra i capoluoghi di provincia, Lecce non è in testa come vuol far credere Salvemini, ma risulta 49esima su 104, con 941 euro pro-capite all’anno, un importo lievemente superiore alla media nazionale. Lecce è alle spalle di molte città, tra cui, per citarne solo alcune, Milano (prima con 1961 euro), Siena (1636), Firenze (1400), Roma (1325), Salerno (1295), Cosenza (1204), Cagliari (1089), Agrigento (1081), Bari (963). Ma la nostra risente anche del fatto di essere una città turistica come, ad esempio, Capri (2029), Taormina (1571), Porto Cesareo (1525), Otranto (1220), e questa pressione è solo apparentemente a totale carico dei cittadini leccesi. Le imposte sulle seconde case, spesso di non leccesi, e la tassa di soggiorno, infatti, concorrono a questo computo, ma pesano evidentemente sulle tasche di contribuenti non leccesi. Mi dispiace per Salvemini, ma i nostri concittadini possono serenamente togliersi di dosso l’etichetta di “tartassati”.

carlosalvemini

Quindi, proprio lui, che ci ha abituati ad azioni politiche più serie e aritmeticamente fondate, è approdato ufficialmente ai metodi artigianali e maldestri. Sintomo inequivocabile che gli argomenti scarseggiano, ma anche che Salvemini possa ricandidarsi l’anno prossimo, a dispetto dell’annunciato e ribadito ritiro. Noi scaramanticamente facciamo il tifo per la sua candidatura, perché ogni volta che si è presentato ai nastri di partenza della campagna elettorale per il Consiglio comunale, il centrodestra ha vinto. Per cui, calcoli a parte, ben venga”.

 

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