Cinema Teatro dei Trulli di Alberobello

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Giovedì 7 maggio – Venerdì 8 maggio – Sabato 9 maggio – Domenica 10 maggio – Lunedì 11 maggio – Mercoledì 13 maggio

THE AVENGERS L’unione fa la forza del film, divertente e ben calibrato

AvengersLoki scende sulla Terra per impossessarsi del tesseract, un cubo asgardiano di inimmaginabile potenza, e ridurre così gli umani a suoi sudditi. Nick Fury, direttore dello S.H.I.E.L.D., decide quindi di chiamare all’appello i Vendicatori, una squadra di supereroi che non hanno mai combattuto insieme ma che rappresentano l’unica possibilità di salvare il pianeta dal disastro.
“Fai parte di un grande universo, ma ancora non lo sai” diceva qualche tempo e qualche film fa Nick Fury a Tony Stark, e ora questo universo si dispiega finalmente sotto i nostri occhi, guadagnandosi un successo promesso ma niente affatto scontato.
Le 500 uscite a (stelle e) strisce dei Vendicatori, in 48 anni, costituivano un bacino sufficientemente vasto da cui attingere in sede di sceneggiatura, da conciliare, però, con la necessità di esibire una continuità con i film recenti. Il copione di Joss Whedon, elaborato in presenza degli attori in nome di una sinergia che per essere credibile sullo schermo andava resa autentica fin dal principio e cioè dalla carta, ha il suo punto di forza nella scelta del super cattivo, Loki, fratellastro di Thor, ma fautore di un efficace effetto a catena. Lo lega, infatti, a Capitan America il possesso del cubo cosmico, mentre il super soldato è legato a sua volta a Hulk dal siero (sperimentato anche da Bruce Banner) e a Ironman dallo scudo, che il film – a differenza del fumetto- vuole forgiato da Howard Stark, padre di Tony. Loki è dunque al centro di una squadra che non è ancora tale ma che troverà il suo spirito di gruppo nella voglia di liberarsi di lui (ottima, in questo senso, la performance fastidiosa e mentalmente tarata di Tom Hiddleston), oltre che in un desiderio di vendetta che dovrebbe colpire dritto al cuore, anche se in questo caso la semina non è stata probabilmente all’altezza dell’effetto sperato.
Quasi fosse in possesso di un misurino magico, Whedon dosa la partecipazione dei singoli supereroi all’impresa comune con precisione inattaccabile, lasciando che Ironman abbia sempre l’ultima parola, com’è giusto che sia, per la natura del personaggio e per i crediti accumulati fin qui. Salverà l’umanità niente meno che da se stessa. Inoltre, sorprende positivamente la new entry di Mark Ruffalo nei panni del gigante verde: il suo Bruce Banner ha un look da giovane professore universitario di provincia ma dietro la sua timidezza si sente ribollire l’incontenibile segreto. Più rassegnato di Norton, quasi pacificato con la sua seconda essenza, l’Hulk di Ruffalo “spacca”, arrivando maturo sul set di Avengers come all’appuntamento con un destino segnato. Ma ciò che vale la pena di apprezzare maggiormente nel lavoro di Whedon, oltre al tono generale, divertito e convinto, è l’abilità con la quale ha saputo evitare il rischio più pericoloso, ovvero quello di non saper far seguire alla macrosequenza tanto attesa del reclutamento un finale di partita all’altezza. Proprio grazie a una confezione attenta del capitolo action gli scontri non si fanno noiosi e ripetitivi e il film vola nella sua pur notevole lunghezza.
Tra le piccole squisitezze del film, Pepper Potts troppo impegnata a guardare le gesta del suo eroe preferito sul monitor per rispondere alla chiamata d’emergenza.

 spettacolo ore 17:00

ADELINE-L’ETERNA GIOVINEZZA Un buon prodotto di entertainment che sostiene la curiosità e l’attenzione del pubblico

Adeline -L'Eterna GiovinezzaAdaline Bowman, nata nel 1908, all’età di 29 anni è vittima di un incidente d’auto che, paradossalmente, la rende immortale. Da quel momento smette di invecchiare e vede passarle la vita accanto: la figlia la supera in età diventando un’anziana signora, e Adaline impara a non innamorarsi per non dover assistere allo stesso disallineamento spaziotemporale. Così passa i decenni a cambiare casa e vita, ogni volta che qualcuno comincia ad accorgersi che ha sempre lo stesso aspetto fisico. Ma quando incontra Ellis, un trentenne con cui è amore a prima vista, la determinazione di Adaline comincia a vacillare. E la donna non sa ancora che l’attrazione per Ellis ha radici lontane.
Il giovane regista americano Lee Toland Krieger si cimenta con una storia che ricorda Il curioso caso di Benjamin Button, ma anche Highlander e per certi versi l’horror svedese Lasciami entrare (assai più che le numerose saghe pop sull’immortalità dei vampiri tanto presenti in questi anni) perché riflette sul senso della vita attraverso il concetto di mortalità e mostra il passare del tempo (e l’invecchiamento del corpo) come un limite necessario alla ripetitività infinita dell’esistenza.
Proprio perché il protagonista è il tempo, Adaline e il mondo che la circonda appaiono atemporali anche a livello di scenografie, costumi, accompagnamento musicale. Adaline si muove in un eterno presente che ha come costante la perdita delle persone care, ed è dunque eternamente ferma in una sorta di freeze frame. Blake Lively, con la sua presenza algida e impassibile, sostiene inquadratura dopo inquadratura il ruolo di donna costretta a rendersi impermeabile agli affetti e agli attaccamenti anche logistici, e desiderosa di acquisire quel primo capello bianco che, nella realtà cronologicamente corretta, è lo spauracchio di molte (e molti).
La regia è classica, da grande storia romantica, e la svolta narrativa che compare a due terzi del racconto aumenta il pathos melodrammatico che permea l’intera vicenda. Mancano la capacità visionaria di David Fincher e la profondità emotiva di Thomas Alfredson, ma Adaline – L’eterna giovinezza è un buon prodotto di entertainment che sostiene la curiosità e l’attenzione del pubblico.

spettacoli ore 19:30 e 21:30

Martedì 12 maggio

CHIUSURA PER RIPOSO

 

 

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