Blasi risponde a Uccella: “Le accuse sono un concentrato di falsità. In regola con le quote”

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Blasi risponde a Uccella: “Le accuse sono un concentrato di falsità. In regola con le quote”

Nessuna irregolarità, anzi una “uscita di scena ridicola”. Chiude così Sergio Blasi, la polemica sul versamento delle quote per il partito espressa da Umberto Uccella, costretto, a detta sua, a dimettersi per la presenza di un buco da oltre 38mila euro dovuto ai mancati versamenti del consigliere regionale e del viceministro Teresa Bellanova. I quali hanno respinto le accuse al mittente: Bellanova preferendo non commentare, ma agendo probabilmente per vie legali, Blasi invece con una nota molto severa nei confronti di Uccella, “stimato funzionario politico da circa 36 anni, dolorosamente costretto al licenziamento concordato, che si avvia al pensionamento a causa delle “vergognose” mancanze del sottoscritto.

Mi spiace davvero che la segreteria provinciale perda una risorsa così motivata e decisa a farsi carne e sangue delle diatribe interne al nostro piccolo mondo. Un mondo del quale alla gente comune interessa davvero poco. Così come queste vicende interessano poco alle persone che lavorano e al contrario di Uccella non hanno beneficiato di incarichi ben retribuiti in aziende pubbliche e di Stato su indicazione politica, e ciò senza aver mai preso un voto”.

Blasi sulla questione sollevata da Uccella, risponde ai tesserati del Pd dicendo di essere in regola con i dettami dello Statuto: “Chiunque voglia dare spazio a qualcosa in più che alle chiacchiere può verificarlo contattando il livello regionale del nostro partito. A ciò aggiungo il sostegno a circoli e iniziative locali, a partire da quello del mio paese, nei quali prestano gratuitamente, e per vera passione politica, la loro opera persone degne e oneste che mai vedremo protagoniste di piazzate come quella di cui Uccella ci costringe oggi a occuparci”.

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