La Bce taglia i tassi allo 0,05%.

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La Banca centrale europea ha spiazzato i mercati tagliando i tre tassi che “controlla”, per contrastare l’inflazione. Nel dettaglio, ha tagliato il tasso di riferimento, il tasso sui depositi e il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali, tutti ridotti di 10 punti base. Il principale tasso di rifinanziamento passerà dallo 0,15 per cento allo 0,05. Il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali dallo 0,40 allo 0,30 per cento. Infine il tasso sui depositi che la Bce custodisce per conto delle banche commerciali, che era già negativo, passerà dal meno 0,10 per cento al meno 0,20 per cento.

Draghi ha anche detto che la Bce non taglierà i tassi di interesse al di sotto dell’attuale 0,05%. «Ora siamo al limite piu’ basso, arrivati al quale non sono piu’ possibili aggiustamenti tecnici».

La decisione di abbassare i tassi di interesse nell’area euro «non è stata unanime», ha rilevato il governatore Mario Draghi al termine del consiglio.

I livelli stabiliti oggi, che entreranno in vigore dal 10 settembre, sono i nuovi minimi storici per tutti i principali tassi ufficiali dell’area euro. La decisione della Bce coglie in parte di sorpresa in mercati, tanto che l’euro ha segnato un repentino ripiegamento sotto quota 1,30 dollari, con molti analisti che prevedevano che avrebbe mantenuto lo status quo.

Tuttavia la mossa fa seguito a segnali precisi che il presidente Mario Draghi aveva lanciato durante il suo intervento a un simposio negli Stati Uniti ad agosto, a Jackson Hole.
Riferendosi al generale indebolimento dell’inflazione e al problematico calo anche delle delle generali attese di inflazione, il presidente aveva avvertito avvertito che «il Consiglio direttivo prenderà atto di questi sviluppi e, nell’ambito del suo mandato, userà tutti gli strumenti disponibili necessari a garantire la stabilità dei prezzi».

Un messaggio che i mercati avevano interpretato come il preannuncio di ulteriori ammorbidimenti. Una quota minoritaria di esperti aveva pronosticato il nuovo taglio. E anche tra coloro che non si attendevano manovre sui tassi questa ipotesi non era esclusa, ma veniva giudicata come un provvedimento «cosmetico» dato che ormai su questo versante i margini di manovra erano già esigui.

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