ASL LECCE

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Inchiesta “gare d’assalto” – l’acceleratore lineare del Fazzi.

Indagini della guardia di finanza sulla gara per l’acquisto dell’acceleratore lineare al Fazzi. Indagato il primario di Radioterapia?

La notizia è sconvolgente. Soprattutto per chi, come Salute Salento (www.salutesalento.it ), ha seguito passo per passo la storia dell’acceleratore lineare di ultima generazione e l’intero, tortuoso, iter che ha portato alla «trionfalistica» acquisizione dell’ Acceleratore lineare.

Intanto è bene chiarire che l’avviso di garanzia è un diritto della persona nei confronti della quale si stanno svolgendo delle indagini, in questo caso del dottore Mario Santantonio, perché possa eventualmente nominare un legale di fiducia.

Abbiamo appreso dalla stampa locale (Quotidiano) che la magistratura avrebbe scoperto una rete di relazioni in tutta Italia, finalizzate a “gestire” le gare di appalto per la fornitura di macchinari elettromedicali.

Non conoscendo i fatti e i motivi che hanno portato l’autorità giudiziaria ad aprire l’inchiesta denominata “Gare d’assalto”, ci asteniamo dall’assumere qualsiasi posizione.

Possiamo però affermare che il percorso tecnico-amministrativo seguito dall’allora direttore della Asl, Valdo Mellone, supportato dai due tecnici, Mario Santantonio per l’aspetto terapeutico-sanitario e l’ingegnere Massimo Marra per le tecnologie medicali, ci è sembrato assolutamente corretto.

Di più. La procedura scelta dalla Asl, quella dell’ «Avviso volontario per la trasparenza ex ante» (delibera 1555 del 22 settembre 2014), ha consentito alla sanità leccese di ottenere un acceleratore lineare top di gamma, compresi tutti gli accessori e i lavori di installazione, al prezzo più basso del mercato, 2,7 milioni di euro assolutamente “invalicabili”.

E’ stata fatta un’indagine di mercato preventiva. Il dottore Santantonio conosceva l’importo del True Beam, l’acceleratore lineare “pari grado” prodotto dall’americana Varian (circa 4 milioni di euro). Nonostante tutto, in ossequio alla trasparenza, l’avviso viene pubblicato sulla gazzetta europea.

Questo il senso dell’avviso: «Dobbiamo acquistare un acceleratore lineare con queste caratteristiche e questi lavori da eseguire. Abbiamo contattato la ditta Elekta con sede ad Agrate Brianza,  la quale si è detta disponibile ad effettuare la fornitura completa al prezzo concordato di 2,7 milioni. C’ è sul mercato europeo qualche operatore economico che ha interesse a proporre la sua partecipazione alla fornitura?».

Così fra il 3 e il 7 ottobre 2014 manifestarono interesse due sole ditte: la svedese Elekta appunto e la californiana Varian . Quando però si è dovuto presentare l’offerta in busta chiusa entro il 15 dicembre del 2014, secondo le procedure, la ditta americana scelse di non presentarsi.

Ci chiediamo : cosa può essere accaduto in questi ultimi 10 mesi? E’ possibile che chi ha preparato le condizioni della fornitura «a lotto unico» abbia inserito delle caratteristiche che solo l’acceleratore della Elekta era in grado di garantire? E perché la Varian non ha fatto subito ricorso?

L’acceleratore è stato consegnato ai primi di ottobre di quest’anno. I lavori di installazione nel bunker sono continuati secondo il cronoprogramma e sono terminati il 31 ottobre scorso. Adesso sono in atto le operazioni di collaudo. L’erogazione delle terapie è prevista per la fine di febbraio.

Per fare arrivare al Fazzi l’ acceleratore con le più evolute tecnologie si sono mobilitati politici, amministratori (come il sindaco di Lecce Paolo Perrone), cittadini e soprattutto, Massimo Rizzo amico del compianto Alessandro Maletesta (alla cui memoria verrà intitolato il reparto), che per primo ha condotto la crociata per ridurre i viaggi della speranza.

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