ANDREA GUIDO

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IL CONSIGLIERE COMUNALE ANDREA GUIDO REPLICA ALLE ACCUSE DELL’ASSESSORE CARLO MIGNONE

In riferimento alle tardive repliche dell’assessore all’ambiente Carlo Mignone alle dichiarazioni da me rese nella conferenza stampa tenutasi l’altro ieri ho il dovere di rilevare che non rappresentano nessuna risposta concreta alle questioni da me sollevate. Si tratta delle solite superficiali e infondate accuse alla vecchia amministrazione. In particolare al mio operato.
“Un servizio di raccolta differenziata – ha scritto Mignone – che ha progettato e avviato Andrea Guido. Mentre si reca a fare le foto col telefonino in giro per la città sappia che sta fotografando i suoi stessi errori commessi nella definizione del contratto”. 
– Bene, caro Carlo, come il dirigente Bonocuore potrà confermarti, se ancora non lo ha fatto, quel capitolato e quel contratto li ha redatti lui insieme ai suoi consulenti nel 2011, prima che io diventassi assessore. I miei 5 anni di mandato li ho trascorsi a lottare contro quel contratto che anche io, come te oggi, ritenevo inadeguato. A differenza tua, però, che hai speso 1 milione 200 mila euro in pochi mesi per garantire il conferimento dell’umido e poi ci hai lasciato sotto Natale con l’organico in casa, sono riuscito a tirare avanti e a risolvere molte lacune del capitolato lavorando ogni giorno e vivendo in strada con i cittadini. Ascoltandoli. E non mi sono mai sognato di annunciarne una completa revisione. Sai perché? Perché costerebbe una valanga di soldi… e i soldi sai dove si vanno a prendere? prova a immaginare chi alla fine li dovrà sborsare! Questa mi sembra esattamente come la storia del filobus.
Lo stesso dirigente Bonocuore ti potrà delucidare, poi, sulle reali vicende che si sono succedute sui 3 siti da bonificare da te menzionati e su quello che è stato il mio lavoro a riguardo, senza il quale tu oggi saresti ancora in alto mare. Sulle Cave di san Nicola il mio intervento ha riguardato la messa in sicurezza di tutto il sito e la bonifica delle aree limitrofe. Perché ho preferito prima pensare all’incolumità e alla salute dei cittadini che dentro la cava sicuramente non scendono. Alla scadenza del mio mandato i fondi per l’intervento completo previsto non erano ancora disponibili. Giocoforza ora tocca a te e staremo a vedere quanto tempo ci impiegherai, considerando anche che la strada te l’ho spianata. Per quanto riguarda il sito interessato dall’ex Saspi, invece, sono riuscito ad ottenere 500 mila euro dalla Regione e con quei soldi ho potuto demolire tutte le strutture pericolanti, mettendo in sicurezza e recintando tutto il sito e bonificando le aree confinanti in quanto oggetto di deposito di rifiuti pericolosi. Sono arrivato alle indagini preliminari per la bonifica del sottosuolo, poi il mio mandato è scaduto. E anche in questo caso vedremo quanto ci impiegherai tu a concludere ciò che io ho iniziato. Altra storia invece è il sito ex Aspica. E anche qui devo precisare alcune cose che tu, da bravo avvocato quale sei, dovresti comprendere meglio di me: trattasi di area privata sulla quale la pubblica amministrazione non può intervenire se prima non percorre la via delle ordinanze nei confronti della proprietà attendendo la scadenza dei termini previsti dalla legge per l’esecuzione in danno dei lavori. Le ordinanze sono state emanate o sbaglio? E se oggi potrai mettere mani al sito a chi lo devi?

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