“AMORE”, IN ESCLUSIVA AL PAISIELLO VA IN SCENA IL PREMIO UBU 2016 DI SPIRO SCIMONE

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A Lecce, per la Stagione teatrale del Comune di Lecce-Teatro Pubblico Pugliese, al Teatro Paisiello in fuori abbonamento e in esclusiva regionale, venerdì 12 gennaio, ore 21.00 in scena “Amore”, di Spiro Scimone, Premio Ubu 2016 – “miglior novità italiana o progetto drammaturgico”, Premio Ubu 2016 – “miglior allestimento scenico”, candidatura Premio Ubu 2016 – “miglior spettacolo”. In scena due coppie – il vecchietto e la vecchietta, il comandante e il pompiere – che si muovono tra le tombe di un simbolico cimitero rappresentando le tenere e insieme crudeli attività del quotidiano, a partire dai più semplici gesti familiari. La scena di Lino Fiorito è composta da due tombe, a due piazze. Il tempo è sospeso e, forse, stanno tutti prendendo parte all’ultimo giorno della loro vita. Entrambe le coppie si abbandonano al flusso delle memorie, creando un universo parallelo abitato da frammenti di vita in comune, rimpianti, giocose affettuosità, dimenticanze e amari sorrisi. Quattro vite al tramonto alla prova del tempo e dei ricordi, che non tornano più. E l’Amore è una condizione estrema e, forse, eterna. Con Amore, la compagnia Scimone Sframeli prosegue sul percorso drammaturgico ai bordi dell’umanità, all’interno di non luoghi, dove i personaggi non hanno nome e sono “tutti vecchietti”. Un altro tassello della loro ricerca “verso l’essenza del teatro, non perdendo mai il legame fra gli attori, il testo e il pubblico”.

A Lecce, per la Stagione teatrale del Comune di Lecce-Teatro Pubblico Pugliese, al Teatro Paisiello in fuori abbonamento e in esclusiva regionale, venerdì 12 gennaio, ore 21.00 in scena “Amore”, di Spiro Scimone, Premio Ubu 2016 – “miglior novità italiana o progetto drammaturgico”, Premio Ubu 2016 – “miglior allestimento scenico”, candidatura Premio Ubu 2016 – “miglior spettacolo”. In scena due coppie – il vecchietto e la vecchietta, il comandante e il pompiere – che si muovono tra le tombe di un simbolico cimitero rappresentando le tenere e insieme crudeli attività del quotidiano, a partire dai più semplici gesti familiari. La scena di Lino Fiorito è composta da due tombe, a due piazze. Il tempo è sospeso e, forse, stanno tutti prendendo parte all’ultimo giorno della loro vita. Entrambe le coppie si abbandonano al flusso delle memorie, creando un universo parallelo abitato da frammenti di vita in comune, rimpianti, giocose affettuosità, dimenticanze e amari sorrisi. Quattro vite al tramonto alla prova del tempo e dei ricordi, che non tornano più. E l’Amore è una condizione estrema e, forse, eterna. Con Amore, la compagnia Scimone Sframeli prosegue sul percorso drammaturgico ai bordi dell’umanità, all’interno di non luoghi, dove i personaggi non hanno nome e sono “tutti vecchietti”. Un altro tassello della loro ricerca “verso l’essenza del teatro, non perdendo mai il legame fra gli attori, il testo e il pubblico”.

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