Al castello di Andrano la tragedia teatrale Ja Sa Duh

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Al castello di Andrano la tragedia teatrale Ja Sa Duh 

Uno spettacolo teatrale, Ja Sam Duh, al castello Spinola-Caracciolo di Andrano, nel sud Salento. La tragedia dialogata in atto unico, scritta ed interpretata da Adriano Rizzo, andrà in scena mercoledì 26 agosto alle ore 21:30. L’appuntamento è inserito nel programma che anticipa il Festival delle Culture Mediterranee, organizzato dall’Associazione Mediterranea, che si terrà  dal venerdì 4 a domenica 6 settembre.

“Ja Sam Duh” è un ragionare sulla memoria, forse anche un monito, un’arca del tempo ancora da consegnare o più semplicemente la necessità di sbrogliare una matassa emotiva resa pubblica attraverso una storia da raccontare. Una tragedia dialogata, quindi, pervia del dialogo tra l’attore sul palcoscenico ed il pubblico. Il regista – attore con Ja Sam Duh si limita a proporre, sotto riflettori quasi oscurati, una visione, di parte, delle vicende accadute in Srebrenica l’11 luglio del 1995. Non ci sono protagonisti, solo Adriano Rizzo, che narra il dramma collettivo che accomuna moltissime voci che non hanno più la forza di raccontare le loro storie. La tragedia teatrale presenta un’anomalia: non ha una continuità di “inizio-fine”. Una serie di sequenze che saltano tra un prima e un dopo rivelano una sorta di paradigma con una sola caratteristica del raccontare. L’accorgimento tecnico, molto caro al “teatro del racconto” rivela e svela la drammaturgia del lavoro teatrale germogliato da una notizia appresa quasi per caso, dopo molti anni dal fatto stesso: i retroscena del lancio della compagnia militare dell’esercito serbo di Bosnia ed Erzegovina, denominata “OPERAZIONE STELLA”.

Adriano Rizzo: 44 anni, nato ad Andrano, ma residente a Milano sin da giovanissimo nutre una vocazione artistica che riversa per i componimenti in vernacolo. Aveva il Salento nel sangue e voleva raccontarlo nella sua lingua. Partecipa a vari concorsi letterari di poesia dialettale. Nel maggio del 2009 si classifica al 2° posto a Roma nel Concorso Nazionale di Poesia “Sinfonia Dialettale”, con Jentu (vento). L’anno successivo con “Malincunia raggiunge il 3° posto sempre per lo stesso concorso letterario. Scrive anche da saggista e da critico per la rivista Il Segnale – Percorsi di ricerca letteraria di cui è redattore.

 

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