A fuoco macchina di un commerciante: dopo mesi individuato e arrestato il responsabile

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A fuoco macchina di un commerciante: dopo mesi individuato e arrestato il responsabile

É stato rintracciato e arrestato a distanza di mesi il responsabile del rogo della Citroen Xsara Picasso di un commerciante di Nardò, avvenuto lo scorso febbraio. L’ondata di incendi dolosi a furgoni e vetture che aveva interessato il paese proprio nei primi mesi dell’anno aveva difatti spinto gli agenti a predisporre servizi di prevenzione e controllo del territorio. Grazie alle indagini della polizia, gli agenti sono quindi riusciti ad assicurare alla giustizia il responsabile di uno degli episodi sotto la lente, quello avvenuto ai danni del commerciante.

L’episodio risale alla notte del 17 febbraio scorso quando il proprietario, dopo aver sentito uno scoppio, ha visto dalla finestra della propria abitazione la propria autovettura avvolta dalle fiamme. L’auto fu completamente distrutta, nonostante il rapido intervento dei vigili del fuoco. Ad aiutare gli inquirenti, oltre ai rilievi della scientifica, anche le immagini delle telecamere della zona. Nelle riprese si potevano difatti chiaramente notare i due attentatori che, prima di cospargere l’autovettura di benzina e darle fuoco, arrivavano sul posto a bordo di un ciclomotore Piaggio Zip, poi risultato rubato e con numero di telaio abraso.

Il risultato della perquisizione a casa del sospettato ha poi dato ulteriori indizi: oltre agli indumenti usati nel corso dell’attentato incendiario, è stato rinvenuto anche il ciclomotore immortalato dalle telecamere.

Sono tutt’ora in corso gli accertamenti per identificare il conducente del ciclomotore.

A finire nei guai un 23enne del posto di origine tunisina. A suo carico un provvedimento cautelare degli arresti domiciliari per i reati di danneggiamento a seguito di incendio e ricettazione di ciclomotore.
L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, già in passato si era reso responsabile dell’incendio di un gazebo.
L’arresto è stato eseguito dagli stessi agenti di Nardò, coadiuvati dai colleghi della squadra mobile di Lecce.

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