59 missili contro base aerea Siriana

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Gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco missilistico contro la Siria.

 Il primo attacco dopo l’ascesa alla presidenza di Donald Trump. Sono 59 i missili scagliati contro una base aerea. Si tratta della prima risposta concreta dopo le minacce di un intervento in seguito al raid con il gas nervino che nei giorni scorsi ha fatto strage in un villaggio dei ribelli.

In un messaggio alla nazione, Trump ha dichiarato che “è nell’interesse vitale della sicureza nazionale prevenire la diffusone e l’uso delle armi chimiche” e che “nessun bimbo deve soffrire come quelli siriani”. La Siria, ha aggiunto, “ha ignorato gli avvertimenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu” perché “non si possono discutere le responsabilità della Siria nell’uso delle armi chimiche”. Il presidente Usa si è poi rivolto “a tutte le nazioni civilizzate” per chiedere di interrompere il bagno di sangue in corso: “Il mondo – ha detto Trump – si unisca agli Usa per mettere fine al flagello del terrorismo”.

L’attacco missilistico è stato definito “mirato”: “Ho ordinato che venisse colpita la base dalla quale è partito il raid chimico”. Secondo le prime ricostruzioni l’obiettivo è stato a Shayrat, nel centro della Siria. L’operazione sarebbe scattate alle 2.45, ora italiana. I missili, lanciati da due navi americane presenti nel Mediterraneo, avrebbero colpito piste, velivoli e zone di rifornimento. Secondo fonti militari siriane le esplosioni avrebbero causato vittime.

Dura la reazione della televisione di stato siriana che definisce il raid missilistico “un’aggressione” da parte degli Stati Uniti. Già in precedenza, nel corso della giornata di ieri, era trapelata notizia che il Pentagono stesse studiando i piani per un intervento militare in Siria.

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